Cosa cambia per i pensionamenti con la nuova riforma delle pensioni 2019. Quota 100, Opzione Donna e TFS

Da poco più di venti giorni, è stata introdotta la nuova riforma pensionistica Quota 100 che consente, ai dipendenti con 62 anni di età e 38 anni di contributi, di richiedere il pensionamento anticipato.

Nonostante lo scetticismo iniziale, sino ad oggi, sono state oltre 50 mila le richieste pervenute all’INPS per il pensionamento anticipato.

Lo scopo della nuova riforma delle pensioni, è quello di superare l’odiata legge Fornero dando la possibilità ai dipendenti, di anticipare il proprio pensionamento prima dei 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, contributivi previsti.

Quali sono le novità introdotte nella Legge di Bilancio 2019 sulle pensioni?

Oltre all’inserimento della Quota 100 per consentire il pensionamento anticipato ai dipendenti con 62 anni di età e 38 anni di contributi, il decreto legge 4/2019 contiene anche la proroga Opzione Donna che permette alle lavoratrici di andare in pensione con 57-58 anni e 35 anni di contributi.

Anche sul TFS, la buonuscita per dipendenti pubblici, ha subito delle modifiche che prevedono il pagamento posticipato, ma la possibilità di richiedere l’anticipo sino a 45 mila euro.

Purtroppo per le pensioni di vecchiaia, invece, non ci sono modifiche se non l’adeguamento alle aspettative di vita, previsto dalla legge Fornero, e che aumenta l’età pensionabile di tre mesi.

Vediamo nel dettaglio gli interventi sui pensionamenti inseriti nella nuova Legge di Bilancio.

Come funziona il pensionamento con Quota 100

La pensione Quota 100 prevede la possibilità di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro quando la somma fra età anagrafica e anni di contributi versati risulta appunto 100.

Il minimo per poter fare richiesta di anticipo pensione è il raggiungimento di 62 anni di età e 38 mesi di contributi.

Chiaramente il prepensionamento non è completamente indolore. La richiesta di anticipo comporta un taglio sul cedolino pensionistico calcolato in percentuale a seconda degli anni di anticipo richiesti e dei contributi versati.

In pratica se hai cominciato a lavorare tra 22 e 26 anni, potrai uscire anticipatamente da lavoro volendo anche 5 anni prima con una decurtazione del 25%, mentre se hai cominciato a lavorare a 30 anni e per coloro che hanno avuto carriere intermittenti, come precari e donne si potrà andare in pensione anticipata da 2 mesi sino ad un max di 3 anni prima con un impatto che potrà arrivare sino ad un max dell’11%.

Chi ha maturato i requisiti per Quota 100 entro il 31 dicembre 2018, può andare in pensione a partire dal 1° aprile 2019, mentre chi ha maturato i requisiti dopo il 1 gennaio 2019, avrà diritto alla pensione dai 3 mesi successivi.

Che succede in Quota 100 per i dipendenti pubblici?

I dipendenti pubblici purtroppo, fanno come sempre capitolo a parte. Per chi lavora nella Pubblica Amministrazione e ha maturato i requisiti, dovrà attendere 6 mesi prima di ottenere il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico e quindi non prima del 1° luglio 2019. Inoltre è necessario effettuare domanda di pensionamento all’amministrazione di competenza, almeno 6 mesi prima.

Opzione donna

Per le donne lavoratrici dipendenti o autonome, è possibile richiedere la pensione anticipata donne. Per accedere all’anticipo pensionistico bisogna aver raggiunto un’età minima di 57 anni e 7 mesi per le dipendenti e 58 anni e 7 mesi per le lavoratrici autonome, con un minimo di contribuzione versata pari a 35 anni.

Anche questa forma di prepensionamento non è indolore. L’assegno pensionistico subirà una pesante decurtazione economica in quanto verrà calcolato solo in base al metodo contributivo.

Cosa succede al TFS

Anche per il TFS ci sono importanti novità e non del tutto positive. Per i dipendenti pubblici che hanno diritto alla buonuscita dal lavoro, il pagamento dell’indennità di fine servizio non subirà variazioni e sarà erogato quando il dipendente avrebbe maturato la sua pensione di vecchiaia. In pratica il dipendente dovrà attendere sino al raggiungimento dei 67 anni di età prima di poter usufruire della sua buonuscita.

In compenso nel decreto è inserita l’aumento della richiesta di anticipo del TFS che passa da 30.000 euro a 45.000 euro.

Come ottenere in anticipo il TFS

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