Vuoi richiedere un prestito con Cessione del Quinto, ma non sai cosa accade se vieni licenziato o ti dimetti dal tuo lavoro? Sfatiamo ogni dubbio: la Cessione del Quinto dello stipendio è l’unico prestito che ti tutela.
La Cessione del Quinto dello stipendio rappresenta una delle forme di finanziamento più diffuse e apprezzate dai dipendenti pubblici e privati, oltre che dai pensionati. In cambio del 20% dello stipendio, al netto delle entrate, vale a dire appunto 1/5 degli introiti, si può ottenere in tempi relativamente rapidi, la liquidità extra che serve per portare a termine un progetto (acquisto di una casa vacanze, ristrutturazione dell’appartamento), per coronare un sogno (acquisto di un’auto, di una moto) o per far fronte a un imprevisto (spese sanitarie o legali). La rata di questo tipo di prestito è a tasso fisso. Ma che succede se perdiamo il lavoro o lo cambiamo andando in un’altra società? Vediamo tutto dall’inizio
Requisiti per ottenere la Cessione del Quinto
Nel caso dei dipendenti pubblici e statali, occorre che il contratto di lavoro sia a tempo indeterminato. Nel caso dei dipendenti privati, oltre al contratto a tempo indeterminato, l’istituto di credito pronto a erogare liquidità aggiuntiva può procedere con tutti gli accertamenti del caso circa la solidità del Datore di Lavoro. Per quanto riguarda i pensionati, per ottenere la Cessione del Quinto, occorre una pensione di importo superiore alla minima e un’età massima che, in genere, non superi gli 80 anni a finanziamento concluso (la policy cambia in base all’istituto di credito).
Cessione del Quinto: durata
In linea di massima, è possibile asserire che indipendentemente dall’istituto di credito disposto erogare la somma richiesta, la durata della Cessione del Quinto va da un minimo di 24 a un massimo di 120 mesi. Clicca qui per sapere le fasi e i tempi di erogazione della Cessione del Quinto
Vantaggi della Cessione del Quinto
Oltre a essere un prestito targettizzato su misura per chi può contare su entrate certe a fine mese, questo tipo di finanziamento deve essere obbligatoriamente accettato dal Datore di Lavoro, il quale trattiene in busta paga il 20% dello stipendio netto e lo versa all’istituto di credito che ha erogato il finanziamento. Essendo tutto automatico, il richiedente della Cessione del Quinto non corre il rischio di imbattersi in problemi burocratici, causati da dimenticanze o da mancati pagamenti. Clicca qui per conoscere i pro e i contro della Cessione del Quinto
Cosa accade in caso di licenziamento o di dimissioni?
La Cessione del Quinto è l’unico prestito che potrebbe tutelarti proprio in caso di licenziamento o cambio di attività. Proprio nella Cessione del Quinto è infatti prevista sempre e comunque una polizza sulla vita che tutela il diretto interessato e l’azienda in caso di decesso, ma in diversi casi è prevista una polizza assicurativa anche in caso di perdita di lavoro.
Coloro che sottoscrivono una Cessione del Quinto dovrebbero tenere ben presente cosa accade se si decide di smettere di lavorare e ci sono ancora molte rate da saldare. Ecco di fatto i principali scenari esistenti e come diventa possibile continuare con il pagamento del prestito.
Il ruolo dell’assicurazione nella Cessione del Quinto
La polizza assicurativa viene stipulata con l’istituto di credito che concede la Cessione del Quinto; il premio assicurativo insieme agli interessi a tasso fisso e alle spese di istruttoria compongono l’importo della rata da versare.
Calcolare il TFR è di fondamentale importanza ai fini della Cessione del Quinto
La Cessione del Quinto per i dipendenti ha il vantaggio di prevedere tutta una serie di garanzie di una certa rilevanza: in primo luogo, l’obbligo di sottoscrivere una polizza sulla vita; poi, questo tipo di prestito dipendenti tiene conto del vincolo del TFR accumulato sino a quel momento. Non si tiene conto solo del lavoro in qualità di dipendente, ma anche di varie forme private di pensione. L’importo vincolato tutela il diretto interessato a fronte di perdita del posto di lavoro per licenziamento oppure per dimissioni.
Cosa accade a fronte di licenziamento con la Cessione del Quinto?
Qualora si perdesse il posto di lavoro a causa di un licenziamento, nel caso ci fossero delle rate ancora da saldare per ciò che concerne la Cessione del Quinto e secondo quanto sancito dalla legge, il Datore di Lavoro pagherà l’importo delle rate rimanenti con il TFR maturato. Nel caso il TFR non fosse sufficiente a coprire l’importo mancante, potrà essere utilizzato anche la quota prevista dalla liquidazione e le ferie non godute. Idem per quanto riguarda i permessi.
In riferimento al debito che occorre ancora saldare, le modalità di pagamento risultano strettamente correlate alla quota accantonata per il trattamento di fine rapporto. Questa, infatti, talvolta basta ad azzerare il debito residuo. Tuttavia, potrebbe anche non essere sufficiente.
Cosa accade se il rimborso delle rate rimanenti con TFR fosse maggiore della somma da pagare?
Nell’evenienza in cui la cifra del trattamento di fine rapporto potesse essere sufficiente a saldare tutte le rate rimanente, è compito del datore di lavoro occuparsi di portare a termine l’estinzione del prestito con Cessione del Quinto. Nella circostanza in cui l’importo del TFR fosse maggiore, questo potrà essere versato direttamente al lavoratore che è stato licenziato o che si è dimesso.
Cosa accade se il rimborso delle rate rimanenti con TFR fosse inferiore alla somma da pagare?
Nella casistica in cui l’importo del TFR non dovesse rivelarsi sufficiente per portare a termine il finanziamento erogato dall’istituto di credito sotto forma di Cessione del Credito, è onere del diretto interessato, in qualità di titolare del finanziamento, occuparsi di saldare le rate restanti. Tutto ciò a prescindere dal fatto che abbia perso il suo posto di lavoro e dalle reali motivazioni per cui l’esperienza lavorativa si è conclusa.
Non solo assicurazione sulla vita, anche polizza sul prestito
Tipologie di finanziamento come la Cessione del Quinto si caratterizzano non solo per l’assicurazione sulla vita, ma anche sulla polizza sul prestito. Quest’ultima risulta incentrata sul trattamento di fine rapporto che ha lo scopo di colmare la cifra prestata a fronte di licenziamento o di dimissioni, qualora avvenissero prima che il debito risulti estinto a tutti gli effetti.
Prendiamo il caso di un lavoratore licenziato che ha smesso di saldare le rate del prestito. Nel momento in cui riuscisse a trovare quanto prima un’altra occupazione, sarà compito suo pagare il debito contratto con la compagine assicurativa che precedentemente ha provveduto al saldo delle rate. Si parla in questo caso di polizza prestito in caso di perdita del lavoro.
Conclusioni
Nessun altro tipo di prestito riesce a tutelarti come la Cessione del Quinto da eventualità come la perdita del lavoro o cambio attività. Ma per avere le idee più chiare su questo, scrivici nei commenti qui di seguito e i nostri consulenti ti risponderanno. Con loro potrai beneficiare di tutto il supporto necessario per tutelare i tuoi interessi. ⤵️

Salve,
Ho presentato dimissioni volontarie da precedente occupazione lavorativa con cessione quinto valida per 10 anni, tfr inferiore al debito residuo, quali scenari potrebbero presentarsi? C’è rischio pignoramento beni? C’è possibilità di pagare attuale finanziamento tramite mia compagna convivente?
In merito alla sua domanda, se il TFR non sarà sufficiente a coprire interamente il debito residuo della cessione del quinto, ci sono alcune alternative che potrebbe considerare. Per quanto riguarda la possibilità che la sua convivente possa accollarsi il finanziamento, è tecnicamente possibile, ma dipende dalle politiche della finanziaria con cui ha sottoscritto il contratto. Generalmente, la finanziaria richiederà alla sua convivente di presentare documentazione che attesti la sua capacità di sostenere il pagamento del debito. Questo include la valutazione della sua situazione finanziaria e creditizia per garantire che abbia le risorse necessarie per far fronte alle rate del prestito.
Un’altra delle opzioni potrebbe essere il consolidamento del debito, che le permetterebbe di riunire tutti i suoi debiti in un unico prestito con rate più sostenibili. Questo potrebbe offrirle una maggiore flessibilità nella gestione del debito residuo.
Relativamente al pignoramento dei beni è importante sapere che generalmente è l’ultima risorsa e viene avviato solo dopo che sono stati tentati altri metodi di recupero del credito. Prima di arrivare al pignoramento, la finanziaria cercherà di contattarla per concordare un piano di rientro del debito.
Le consigliamo di contattare direttamente l’ente finanziario per discutere la sua situazione e valutare le opzioni disponibili. Spesso, le finanziarie sono disposte a trovare accordi di pagamento personalizzati per evitare di dover procedere con azioni legali. Spero che queste informazioni le siano state utili. Cordialità.
Buongiorno mia moglie ha una cessione del quinto in corso ed è stata licenziata per comporto ed sta ancora male
La sua azienda ha bloccato l ultimo stipendio ferie e tredicesima restante in attesa del calcolo TFR ed il calcolo estintivo da parte della finanziaria lo puoi fare?
So che il TFR copre la spesa della cessione
Ci dispiace molto per la situazione di sua moglie e per le difficoltà che state affrontando. Generalmente è prassi comune che l’azienda trattenga l’ultimo stipendio, le ferie e la tredicesima restante in attesa di calcolare il TFR e il debito residuo della cessione del quinto. Questo avviene perché il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) viene utilizzato come garanzia per coprire eventuali debiti residui relativi alla cessione del quinto. Il datore di lavoro, dunque, deve comunicare alla finanziaria l’avvenuta cessazione del rapporto di lavoro e solitamente trattiene tali somme fino a quando non viene effettuato il calcolo estintivo. Una volta determinato l’importo residuo del debito, il TFR verrà utilizzato per estinguere il debito stesso. Se il TFR è sufficiente a coprire l’intero debito, il saldo verrà versato a voi. Altrimenti, bisognerà coprire l’eventuale differenza.
È importante contattare la finanziaria per ottenere informazioni dettagliate sul calcolo estintivo e per capire quali saranno i prossimi passi da seguire. Vi consiglio anche di parlare con un consulente del lavoro o un sindacato per verificare che tutte le procedure siano state eseguite correttamente e per ricevere ulteriore supporto in questa situazione.
Spero che queste informazioni siano state utili e vi auguro di risolvere tutto nel miglior modo possibile.
Buonasera, ho due cessioni in busta paga ma ci stanno licenziano. Il tfr è accantonato in inps? Come funziona in questo caso? I soldi vengono sbloccati subito dall inps alla finanziaria?
Grazie
Grazie per averci contattato. Capiamo che la situazione può generare preoccupazioni, ma cercheremo di aiutarla con le nostre risposte.
Per quanto riguarda il TFR, normalmente questo è accantonato presso l’INPS, particolarmente in situazioni dove l’azienda ha optato per il fondo di tesoreria gestito dall’istituto. In caso di licenziamento, il TFR maturato fino al momento della cessazione del rapporto di lavoro viene generalmente liquidato. La tempistica di questa liquidazione può variare, ma l’INPS ha l’obbligo di erogare questi fondi entro alcuni mesi dal momento della richiesta. Questo tempo può variare a seconda delle circostanze specifiche e del carico di lavoro dell’INPS.
Per quanto riguarda le cessioni del quinto della Sua busta paga, queste continuano a rimanere attive fino al completo rimborso del debito. Nel caso in cui il TFR non sia sufficiente a coprire l’intero importo dovuto, le rate residue dovrebbero essere rinegoziate con la finanziaria. È importante contattare direttamente l’ente finanziatore per spiegare la situazione e discutere le possibili opzioni.
I soldi del TFR non vengono automaticamente sbloccati dall’INPS alla finanziaria, ma sarà necessario che Lei o l’ente erogatore facciate richiesta per il saldo del debito tramite il TFR accumulato.
Consigliamo di contattare direttamente l’ente finanziario coinvolto, per assicurarsi che ogni passaggio sia gestito correttamente e per valutare tutte le opzioni disponibili nella gestione del suo licenziamento e delle cessioni del quinto. Ci auguriamo che queste informazioni siano state utili. Buona giornata!
Buongiorno, ho una cessione del quinto da un anno e ne mancano 6.Mi sono licenziata e la mia titolare non mi ha dato lo stipendio di marzo e nemmeno le 400 ore di ferie .il tfr non copre tutto il prestito e lei vuole dare anche la paga e ferie 13 alla finanziaria. Io gli ho detto cge lei deve versare alla finanziaria dolo il tfr dopo sta a me mettermi d’accordo von la finanziaria come saldare il rimanente
Capiamo la situazione complicata in cui ti trovi e siamo qui per aiutarti a chiarire il tutto.
Per quanto riguarda la cessione del quinto dello stipendio, è importante sapere che questa è una forma di prestito garantito attraverso il quale il datore di lavoro trattiene direttamente una quota del tuo salario, che viene poi versata alla finanziaria fino al soddisfacimento del debito. Quando si termina il rapporto di lavoro, come nel tuo caso per dimissioni, il trattamento di fine rapporto (TFR) viene solitamente utilizzato per coprire eventuali somme residue del prestito.
Se il TFR non è sufficiente a coprire l’intero debito, come sembra nel tuo caso, la normativa prevede che il datore di lavoro versi alla finanziaria anche le somme dovute per stipendio arretrato, ferie non godute e tredicesima, per coprire il debito rimanente. Pertanto, non hai la possibilità di decidere se queste somme vengano o meno versate alla finanziaria, poiché ciò fa parte delle condizioni del contratto di cessione del quinto.
Ti consigliamo però di contattare direttamente la finanziaria con cui hai attivato la cessione del quinto, per discutere la tua situazione e verificare tutte le opzioni disponibili per la gestione del debito residuo. Solitamente ci si accorda per raggiungere un equilibrio che soddisfi entrambe le parti, soprattutto se, come ci auguriamo, proseguirai il tuo lavoro presso altra azienda. Ci auguriamo che queste informazioni ti siano utili. Buona giornata!
Buonasera, ho due cessioni del quinto e sto pensando di cambiare azienda. Il TFR non basta a coprire le cessioni, il datore di lavoro può versare anche gli altri importi (paga, ferie ecc) per coprire il debito oppure questi ultimi importi sono inattaccabili?
Grazie
Quando cambi azienda, il TFR può essere utilizzato per coprire eventuali debiti derivanti dalle cessioni del quinto, ma solo fino al limite di quanto accumulato. Per quanto riguarda altri importi come la paga, le ferie non godute e simili, questi non sono generalmente utilizzabili per coprire debiti di cessioni del quinto in quanto sono trattati separatamente. Se il TFR non copre completamente le cessioni, sarà necessario organizzare con il nuovo datore di lavoro la continuazione delle detrazioni dallo stipendio per saldare il debito residuo, oppure considerare altre forme di accordo finanziario con il creditore.
Ti consiglio di discutere le tue opzioni direttamente con l’ente finanziatore e il nuovo datore di lavoro per garantire una transizione senza intoppi delle tue obbligazioni finanziarie.
Spero che questa informazione ti sia stata utile. Buona giornata
Se mi dimetto e vado a lavorare von un’altra azienda come funziona con la cessione mi viene trasformato in prestito personale la rimanenza che c’è da pagare esempio io devo restituire 29000 euro di capitale di TFR HO 14000 I RIMANENTI 15000 DI CAPITALE COME DEVO RESTITUIRLI
Se decidi di dimetterti e cambiare azienda, la cessione del quinto dello stipendio che hai in corso non si trasforma automaticamente in un prestito personale. Il trasferimento del debito della cessione del quinto è generalmente gestibile tra il datore di lavoro precedente e quello nuovo, a condizione che il nuovo datore di lavoro accetti di continuare la trattenuta del quinto dello stipendio.
Per quanto riguarda la rimanenza del capitale da restituire, i €15.000 non coperti dal TFR continueranno a essere rimborsati attraverso la cessione del quinto con il nuovo datore di lavoro, a meno che non si decida di estinguere anticipatamente il debito con altre modalità finanziarie disponibili.
Ti suggerisco di parlare direttamente con la società finanziaria con cui hai attivato la cessione, per esplorare tutte le opzioni disponibili e per assicurarti una transizione fluida del servizio di cessione del quinto con il tuo nuovo impiego.
Ho un pignoramento sullo stipendio.in caso di licenziamento il TFR verrà trattenuto il tutto oppure solo il quinto del tfr
Grazie per averci contattato con la tua richiesta. Tuttavia, è importante sottolineare che la nostra agenzia si specializza nei servizi finanziari relativi a prestiti, cessioni del quinto e altri prodotti finanziari simili. Non abbiamo le competenze specifiche per gestire questioni legali come i pignoramenti sullo stipendio o sul TFR.
Ti consigliamo di consultare un avvocato o un professionista specializzato in diritto del lavoro per ricevere una consulenza adeguata riguardo la tua situazione di pignoramento, specialmente in relazione al trattamento del TFR in caso di licenziamento. Questi esperti saranno in grado di fornirti le informazioni corrette e guidarti attraverso le opzioni legali disponibili.
Restiamo a tua disposizione per qualsiasi assistenza o consulenza legata ai servizi finanziari che offriamo. Buona giornata
se vengo licenziato per giusta causa riduzione del personale per crisi economicaed ho cessione e delega tutte e due assicurate ho diritto al tfr e la compagnia assicurativa copre il debito o devo pagare io con il tfr
Grazie per la tua domanda, è importante chiarire questi aspetti per gestire al meglio la tua situazione finanziaria in caso di licenziamento.
In presenza di una cessione del quinto e una delega di pagamento, entrambe assicurate, il trattamento dei debiti in caso di licenziamento dipende dalle condizioni specifiche della polizza assicurativa. Generalmente, le polizze assicurative associate a questi prodotti finanziari possono includere una copertura per perdita di lavoro, ma è fondamentale verificare i dettagli.
Normalmente, se il licenziamento avviene per giusta causa o per riduzione del personale a causa di crisi economica, le polizze assicurative previste nelle cessioni del quinto e nelle deleghe possono coprire il rimborso del debito residuo. Tuttavia, occorre leggere attentamente il contratto assicurativo per confermare che queste circostanze siano incluse.
Indipendentemente dalla situazione del debito, hai diritto al TFR (Trattamento di Fine Rapporto) se sei stato licenziato.
Se l’assicurazione copre il debito residuo, il TFR può essere utilizzato liberamente per altre necessità personali o finanziarie. Se l’assicurazione non dovesse coprire interamente il debito, potrebbe essere necessario utilizzare parte del TFR per coprire eventuali differenze.
Ti consigliamo di verificare con attenzione i termini della tua polizza assicurativa e, se necessario, di discutere con il tuo consulente finanziario o legale per assicurarti di comprendere tutti gli aspetti relativi alla tua copertura in caso di licenziamento.
Spero che queste informazioni ti siano utili. Buona serata!
Buongiorno circa 10 anni fa ho fatto una cessione che poi si è chiusa dopo tre anni per il mio licenziamento la mia ditta ha versato il dovuto alla società finanziaria ma siccome non bastava a coprire il debito residuo,la differenza l’ha pagata l’assicurazione,che ora mi chiede di restituirle gli importi versati da loro mi domando cosa devo fare e se questo è normale.
Grazie
Grazie per averci contattato e per aver condiviso la tua situazione. Mi dispiace apprendere delle difficoltà che stai affrontando in seguito alla chiusura della tua cessione del quinto.
Generalmente, quando un’assicurazione copre il debito residuo di un prestito in seguito a perdita di lavoro, ciò avviene secondo le condizioni stabilite nel contratto assicurativo al momento della stipula della cessione del quinto. È insolito che l’assicurazione richieda in seguito la restituzione degli importi già versati, a meno che non vi siano circostanze particolari specificate nel contratto stesso.
Ecco alcuni passi che ti suggeriamo di seguire per gestire al meglio questa situazione:
1. Rivedi il contratto di cessione e la polizza assicurativa per verificare le clausole relative alla copertura in caso di perdita di lavoro. È importante capire esattamente cosa è stato pattuito e quali sono i tuoi diritti.
2. Contatta l’assicurazione per richiedere una spiegazione dettagliata e per capire su quale base stanno richiedendo la restituzione dei fondi. Chiedi che queste informazioni ti vengano fornite per iscritto.
3. Se le spiegazioni ricevute non sono chiare o sembrano contrarie a quanto stabilito nel contratto, potrebbe essere opportuno consultare un avvocato specializzato in diritto assicurativo o finanziario. Questo ti aiuterà a valutare meglio la tua posizione e a decidere come procedere.
Spero che queste indicazioni ti siano di aiuto. Buona giornata!
Salve
Ho stipulato anni fa una cessione del quinto con un istituto di credito poi assorbita altro istituto. Ho sottoscritto anche un assicurazione obbligatoria. Mi dimisi dall azienda per la quale lavoravo
Non ho più pagato in nessun modo il prestito. Ora mi scrive una società di recupero, la quale mi dice che la società di Assicurazioni del contratto di prestito le ha ceduto la titolarità del credito. L ‘ assicurazione? Ma è possibile ciò? Cosa c entra l’ associazione?. Può divenire in assicurazione titolare del credito di una cessione del quinto?.
Grazie
Capisco che la situazione possa risultare confusa. Per rispondere alla tua domanda: sì, è possibile che l’assicurazione diventi titolare del credito di una cessione del quinto, anche se non è la norma.
In generale, quando stipuli una cessione del quinto, è comune che sia associata una polizza assicurativa. Questa polizza serve principalmente a proteggere il creditore (l’istituto di credito) in caso di eventi come morte o incapacità lavorativa dell’assicurato e può includere la copertura per perdita di impiego. Se questa copertura è inclusa, l’assicurazione può pagare al creditore (l’istituto di credito) l’importo residuo del debito in caso di perdita di lavoro. Tuttavia, l’assicurazione stessa non diventa automaticamente titolare del credito a meno che non intervengano circostanze particolari, come ad esempio il mancato pagamento del prestito.
Se l’assicurazione paga il debito residuo, essa può avere il diritto di rivalsa sul debitore per recuperare gli importi pagati. Questo diritto di rivalsa deve essere specificato nei termini e condizioni della polizza assicurativa. Non è automatico e dipende da come la polizza è stata redatta e dalle specifiche clausole contrattuali.
Quindi se l’assicurazione diventa titolare del credito attraverso il pagamento del debito, può decidere di cedere questo credito a una società di recupero crediti se non intende gestire direttamente il recupero del debito.
Ti consigliamo di controllare tutti i documenti che hai firmato, inclusa la polizza assicurativa e qualsiasi comunicazione ricevuta dall’istituto di credito e dall’assicurazione.
Contatta direttamente la società di recupero e chiedi una spiegazione dettagliata su come hanno acquisito il tuo debito. Richiedi documentazione che supporti la loro affermazione. Considera di parlare con un avvocato per una consulenza legale su come procedere, soprattutto se le spiegazioni ricevute non sono chiare o non ti convincono. Spero che queste informazioni siano state utili. Ti auguriamo una buona giornata
Buongiorno,a breve mi dovro’ licenziare, pero’ ho 2 finanziamenti in corso con trattenuta 1/5 dello stipendio con Inps in quanto dipendente pubblico statale, cosa succede al momento del licenziamento? con l’Inps ho anche un mutuo , succede qualcosa anche con il mutuo o quello continuero a pagarlo ogni 6 mesi come ex dipendente pubblica?
Se ti stai licenziando e hai in corso dei finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio, ecco cosa devi sapere e fare: al momento del licenziamento, la trattenuta diretta sullo stipendio cesserà. È fondamentale contattare immediatamente l’istituto finanziatore per informarlo della tua situazione. Potrebbero esserci delle coperture assicurative che entrano in gioco in caso di perdita del lavoro o potresti dover rinegoziare le modalità di rimborso del finanziamento. In caso di dimissioni, il tuo TFR ti sarà comunque liquidato. Tuttavia, se hai in corso una cessione del quinto, parte di questo potrebbe essere destinata al saldo del debito residuo del finanziamento, a seconda delle condizioni contrattuali stabilite con l’ente finanziatore. È importante verificare i termini specifici del tuo contratto di finanziamento per capire come sarà gestito il tuo TFR. Ti consigliamo di contattare quanto prima l’ente finanziatore o la banca per informarli della tua situazione lavorativa in cambiamento. Sarà necessario discutere le opzioni disponibili per il rimborso dei finanziamenti, che potrebbero includere la rinegoziazione delle condizioni o l’attivazione di eventuali coperture assicurative previste per il caso di perdita del lavoro.
Riguardo al mutuo con l’INPS, non ci sono cambiamenti automatici nelle condizioni del tuo mutuo a seguito del licenziamento. Tuttavia, è importante informare anche l’INPS o l’istituto che gestisce il tuo mutuo della tua nuova situazione. Conferma con loro che il piano di rimborso (ogni 6 mesi) rimane invariato o discuti eventuali opzioni disponibili in caso di difficoltà nel mantenere le rate attuali.
Ci auguriamo di esserti stati utili e ti auguriamo una piacevole giornata.